Regione

: Campania
Provincia : Salerno
Altitudine : 35 metri sul livello del mare
Superficie : 12,86 Kmq
Densità : 2796,42 abitanti/Kmq
Latitudine : 40.75 Nord - ( 40° 45' 00" Nord )
Longitudine : 14.616667 Est - ( 14° 37' 00" Est )
Comuni contigui : Tramonti (sud), S.Marzano sul Sarno (nord), Nocera Inferiore (est),
    Sant'Egidio del Monte Albino (sud e ovest)

CAP

: 84016
Prefisso telefonico : 081
Codice ISTAT : 065088
Codice catasto : G230
Abitanti (al 31.12.2012) : 34500 (M 16696, F 17804)
Numero famiglie : 12091
Numero medio di componenti per famiglia : 2,8
Denominazione abitanti : paganesi
Slogan della città : Città di Santi, Artisti e Mercanti
Santo patrono : Sant'Alfonso Maria de' Liguori
Festa patronale : 1º agosto
Distanza da Salerno : 20 Km
Distanza da Napoli : 38 Km

 

 

Cenni storici

 

La storia di Pagani inizia, secondo alcuni studiosi, con gli Opici o Osci, detti anche Opsci o Opisci. Questo ramo dei Tirreni, di razza Giapetica, varcate le Alpi, si divise in tre grandi famiglie, una delle quali si venne appunto a stanziarsi in Campania.
Altri studiosi vorrebbero che "gli Osci, guidati da Ausonio, figlio di Ulisse e Calipso, si stabilirono in questa bassa parte d'Italia diciassette età prima della guerra troiana, e vi restarono fino a che non dovettero cedere alle invasioni delle colonie greche, condotte dai figli di Licaone d'Arcadia" .
Verso l'anno 1000 a. C., i Taurani, un popolo proveniente dall'Antica Grecia si sarebbe stabilito presso i monti Lattari formando un borgo chiamato all'epoca "Taurania".
La religione dei Taurani era l'idolatria: adoravano Giunone e Nettuno e la Dea Lamia, che era il nume tutelare dei loro figli.
Taurania sopravvisse all'avvento degli Etruschi, anzi si fortificò e divenne un centro strategico fondamentale per la sua posizione, rivaleggiando coi centri vicini.
Venuta a cadere Taurania, il proconsole Cornelio Scipione Barbatus fondò presso quelle rovine un nuovo insediamento, che prese il nome di Barbatianus, oggi meglio conosciuto con il nome di Barbazzano.
Pagani e l'Agro Nocerino non sono così vicini al Vesuvio ma quando il Vulcano si scatena può arrivare a colpire gravemente anche queste zone. Nel mito si racconta che il gigante Alcinoo, posto sotto il Vesuvio, corso nel mar Tirreno volendo ciò alludere alla capacità del vulcano di lanciare materiale infuocato fin nel mare lontano.
Fu proprio una violenta eruzione a radere al suolo l’intera zona paganese, il che indusse i superstiti a trasferirsi in un posto più elevato, che li salvaguardasse. Fondarono, così, un nuovo agglomerato che fu detto "Curtis in Piano" o Cortinpiano.
Questo nuovo centro assunse nel tempo sempre più importanza, vi sorse un castello, "Il Castello di Cortinpiano", che per moltissimo tempo fu luogo di ameno soggiorno degli Angioini, nonché residenza estiva degli stessi. Attorno al maniero si sviluppò la vita del nuovo centro, così attivamente che divenne addirittura Baronia.
Fu attorno a questa Baronia, decaduta, che sorse un nuovo casale chiamato "Casalis Padanorum", volgarmente detto "Casale de' li Pagani", destinato a raccogliere quanti trasmigrarono dal vecchio insediamento di Barbatianus.
Il declino avvenne quando con Ruggiero I° il Normanno fu distrutta l'antica Nocera. Sorsero, allora, vari agglomerati che si definirono come Nocera Soprana, che comprendeva gli attuali territori di Nocera Inferiore, Nocera Superiore e Nocera Sottana, con gli attuali comuni di Pagani e S. Egidio del Monte Albino. Con questa divisione siamo nel secolo XVI, quando si affermerà il nome di Pagani per questa città che si sviluppò sempre di più, economicamente e culturalmente, tanto che fino al 1806 era sede di una delle Università che formavano Nocera de' Pagani.
La città è posta alle pendici del Monte Albino, lungo gli assi viari che congiungono, oggi come nell'antichità, Nocera con Pompei, la Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina.
Parte integrante dell'Ager Nucerinus, l'attuale insediamento urbano sviluppatosi a partire dal borgo di Corteinpiano, nonostante la presenza di qualche traccia d'epoca romana, risale, quindi, alla fine dell'alto medioevo.
Sul toponimo Pagani sono state avanzate diverse ipotesi. Per alcuni studiosi deriverebbe dal latino pagus (villaggio), per la presenza di un pago di Nuceria.
Secondo altri, poiché in questo territorio si stabilirono gruppi di saraceni provenienti da Amalfi, deriverebbe dall'aggettivo pagano in opposizione a cristiano. Tuttavia questa ipotesi deriva da un'errata lettura di alcuni testi medievali che, quando parlano di una colonia di saraceni nel territorio di Nuceria ai tempi di Federico II, si riferiscono alla Nuceria di Puglia, cioè all'attuale città di Lucera.
L'ipotesi più attendibile sembra essere quella che fa derivare Pagani dalla famiglia Pagano, di origine francese, colà giunta ai tempi dei primi Templari (987) e legata ai sovrani angioini ed aragonesi.
Pagani è la città del sud scelta come sede della nostra storia in quanto di qui sarebbe originario Hugo de' Payens, alias Ugone dei Pagani, il fondatore dell'Ordine dei Templari. Alla luce di questa ipotesi è stata costituita nel febbraio 2001 dal Cav. Francesco Russo una confraternita che si richiama all'Ordine sovrano e militare del tempio di Gerusalemme, originariamente denominato Ordine dei poveri cavalieri di Cristo (www.cavalieritemplaripagani.it) e che ha come presupposto fondante la carità verso il prossimo.

Dall'opera teatrale "Ugone Templare di Pagani" di Gennaro Francione

 

 

Le chiese

 

Basilica Pontificia di Sant'Alfonso
(Piazza Sant'Alfonso)

La chiesa con annesso convento, furono volute ed ideate da Sant’Alfonso Maria de Liguori (Marianella, NA 1696 – Nocera dei Pagani, SA 1787). Teologo e dottore della Chiesa, che qui ha vissuto gli ultimi anni della sua vita.
La costruzione iniziò nel 1756 e terminò nel 1824, fu elevata basilica pontificia nel 1908 da Papa Pio X. La facciata di forte impronta neoclassica fu realizzata nel 1823, nelle nicchie ai lati dell’ingresso sono poste le statue dei Santi Paolo e Pietro.
L’interno a croce latina, ha una sola navata e quattro cappelle laterali dedicate a San Gerardo da Maiella, San Clemente M. Hofbauer, San Giuseppe e alla Madonna del Rosario la cui statua è rivestita con l’abito da sposa di Maria Cristina di Savoia, sovrana cattolicissima del Regno delle Due Sicilie e che lei stessa donò. La chiesa è rivestita da pregiatissimi marmi in parte provenienti dalla reggia di Caserta, gli affreschi della cupola rappresentano Sant’Alfonso attorniato da santi, angeli e beati che si protendono verso il Redentore e la Vergine Maria, l’altare centrale è sormontato da un pala raffigurante San Michele Arcangelo, i due altari laterali sono dedicati al Cuore Eucaristico di Gesù e alla Madonna del Perpetuo Soccorso, in quest’ultimo lo stesso Sant’Alfonso ha celebrato l’eucaristia, le vetrate artistiche riproducono immagini di santi e beati. Alla sinistra dell’abside vi è la cappella, patrocinata da Ferdinando II Re delle Due Sicilie, dove sono custodite le reliquie del Santo.
Annessa alla basilica vi è la Casa dei Padri Redentoristi, congregazione fondata da Sant’Alfonso, dove sono ospitati il museo, la pinacoteca e la biblioteca.
Nel museo, inaugurato da Papa Giovanni Paolo II nel 1990, sono conservati gli arredi e le stanze dove ha alloggiato gli ultimi anni della sua vita il santo, nonché oggetti a lui appartenuti come il Clavicembalo su cui compose il famosissimo canto “Tu scendi dalla stelle”, il presepe in ceramica di Capodimonte, gli indumenti, le vesti liturgiche, i manoscritti, i libri e la sedia a due ruote con il bastone che lo accompagnarono negli ultimi sofferenti anni.
Nella pinacoteca vi sono alcuni pregevoli dipinti del Cinquecento, fra i quali di particolare interesse il “Gesù coronato di spine” attribuito a Polidoro da Caravaggio e molte opere di indubbio valore della scuola napoletana del settecento.
Nella biblioteca sono custoditi più di 50.000 volumi.

 

Santuario della Madonna delle Galline
(Piazza Bernardo D'Arezzo)

Secondo la tradizione popolare, nel XVI secolo un dipinto miracoloso raffigurante la Madonna del Carmelo fu ritrovato da alcune galline mentre razzolavano.
Nel punto in cui avvenne il ritrovamento fu eretta una chiesa dedicata alla Madonna del Carmelo poi ribattezzata delle Galline, elevata a santuario mariano nel 1954.
La chiesa, di origine rinascimentale, ha una facciata seicentesca in stile barocco con decorazioni in stucco, colonne e due statue ai lati raffiguranti la speranza e la pudicizia.
Il bassorilievo che si trova sul portale raffigura la Madonna del Carmelo con in braccio il bambino seduta sulle nuvole nell’atto di essere incoronata dagli angeli.
All’interno si possono ammirare un organo del Settecento con coretto in legno decorato, il soffitto riccamente adornato con tele del Settecento raffiguranti storie della Vergine, le pareti con affreschi riguardanti storie bibliche.
Sull’altare maggiore vi è il dipinto della Madonna del Carmelo, fedele riproduzione di quello miracoloso. In una della cappelle vi è la statua lignea del Settecento raffigurante la Madonna del Carmelo, tale statua viene portata in processione dai fedeli per tutta la città ogni anno la domenica in Albis.
Durante la processione si svolge una festa popolare nei cortili, fatta di canti e balli al suono delle tammorre e delle nacchere.
La festa termina il mattino seguente quando i tammorrari, dopo aver ballato e suonato tutta la notte, consegnano le proprie tammorre alla Madonna.

 

Chiesa Parrocchiale del Corpo di Cristo
(Piazza Corpo di Cristo)

La chiesa, costruita nel 1554, conserva le spoglie appartenenti ai Santi Felice e Costanza, martirizzati secondo la tradizione nel punto in cui si trova la chiesa, durante l’impero di Nerone nel 65 d.c.
La fondazione del Corpo di Cristo fu consentita con bolla pontificia esentandola dalla giurisdizione del vescovo locale e soggetta direttamente alla sede Apostolica.
Il patrimonio della antica chiesa di S. Felice, costruita probabilmente nel XI sec. ed abbattuta nel 1806, passò alla chiesa del Corpo di Cristo.

 

Chiesa e Convento di Santa Maria della Purità
(Corso Ettore Padovano)

Il complesso fu fondato nel 1680 da Suor Serafina da Dio, ospitò le suore carmelitane mentre oggi è un centro di accoglienza.
Il convento di pianta quadrata ruota attorno al chiostro e presenta un bel portale d’ingresso.
La chiesa mostra una facciata settecentesca riccamente decorata, all’interno si possono ammirare un bellissimo pavimento maiolicato dell’Ottocento, dipinti del Settecento, la cantoria e le grate dorate.
In una cappella viene venerata una statua del Gesù Bambino di Praga.

 

Chiesa e Conservatorio del Carminello ad Arco
(Via Matteotti)

Il complesso fu fondato dal conte Carlo Pignataro nel 1682.
Il conservatorio in principio accoglieva fanciulle povere ed orfane per mantenerle ed educarle sotto la guida spirituale dei Madre Serafina da Dio, fondatrice del Convento della Purità, successivamente diventò un Monastero.
Di particolare interesse nel conservatorio vi è il chiostro con affreschi ed un albero di limone piantato, secondo la tradizione, da Sant’Alfonso.
La chiesa sei-settecentesca in stile barocco, presenta un bellissimo pavimento maiolicato ottocentesco, gli arredi lignei, le grate dorate per le suore di clausura, l’altare marmoreo e le pale dipinte.

 

Chiesa e Convento della Madonna del Carmine
(Via Carmine)

Il complesso risale alla fine del Quattrocento, voluto dal Conte Zurlo per i padri carmelitani.
Il convento fu soppresso nel 1809 diventando prima un lazzaretto, poi un carcere ed infine ai giorni nostri sede della polizia locale e di una scuola.
La chiesa presenta una imponente e scenografica facciata, di particolare interesse all’interno una tela del Settecento di Alessio Elia, allievo del Solimena.

 

Chiesa della Santissima Addolorata
(Piazza Bernardo D'Arezzo)

La chiesa di origine quattrocentesca fu inizialmente dedicata a San Carlo Borromeo ed era retta assieme al convento annesso dai padri Filippini.
Successivamente vi si stabilirono i padri Scolopi (delle scuole pie) che vi dimorarono fino al 1809 poi nel 1814 ne prese possesso la confraternita dell’Addolorata.
Presenta un affresco della Pietà sulla facciata.

 

Chiesa di Santa Maria delle Grazie
 (Piazza Martiri d'Ungheria)

Fondata nella metà del Cinquecento, durante la dominazione spagnola, era una cappella privata riservata al governatore spagnolo che risiedeva in un palazzo attiguo dal quale accedeva alla cappella attraverso una scala interna.
La denominazione popolare della chiesa “Cappella del Maio” tradisce le origini spagnole della stessa in quanto si riferiva al maggior rappresentante spagnolo presente in zona “Il Maio” per l’appunto.
Successivamente fu aperta al pubblico e fu dedicata a Santa Maria delle Grazie.
Nel 1713 la facciata venne ampliata e decorata in stile roccocò.

 

Chiesa e Convento di San Francesco da Paola
(Via San Francesco)

La chiesa cinquecentesca radicalmente rinnovata nel Settecento, fu dapprima consacrata alla Madonna e poi a S. Francesco da Paola.
Presenta una facciata semplice, al suo interno di particolare e pregevole interesse vi sono dipinti del Settecento, la pala dell’altare che rappresenta San Michele Arcangelo, alcune statue lignee del Settecento e una statua della Madonna opera cinquecentesca probabilmente attribuita a Giovanni da Nola.
Il convento cinquecentesco appartenne ai frati minori fino al 1809, dopodiché nella metà dell’Ottocento, il beato Tommaso Maria Fusco vi insediò il primo nucleo dell’ordine da lui fondato delle suore del preziosissimo sangue, tuttora presenti nella struttura.
Di particolare interesse all’interno del convento, il chiostro seicentesco.

 

Chiesa di San Sisto
(Via Cesarano)

Chiesa moderna risalente al 1975 a pianta circolare ricca di vetri policromi.
Costruita sulla preesistente ed antichissima chiesa di San Vito presumibilmente la prima chiesa cristiana fondata nell’area denominata Barbazzano, zona con origini antichissime forse romane, sicuramente noto l’insediamento a partire dal IX sec.

 

Chiesa di San Domenico di Guzmann
(Via San Domenico)

Piccolissima chiesa poco distante dalla Basilica Pontificia di Sant’Alfonso.

 

Chiesa e Convento di Sant'Anna
(Piazza Sant'Anna)

Complesso moderno situato nei pressi del Mercato Ortofrutticolo di Pagani.
Quest’ultimo, per le notevoli dimensioni e per il significativo quantitativo di merci trattate, viene posizionato tra i più grandi mercati del genere in Italia.

 

Chiesa della Madonna di Fatima
(Via Madonna di Fatima)

Caratteristica chiesetta aperta al culto dei fedeli residenti nella zona periferica della città.

 

Chiesa del Gesù Risorto
(Via Termine Bianco)

Chiesa in costruzione, sostituirà la preesistente chiesa fondata nella seconda metà del secolo scorso nella zona periferica della città.

 

 

Beni architettonici

 

Palazzo Mangarella
(Via Costantino Astarita)

Raffinato esempio di costruzione seicento-settecentesca, seppure in cattivo stato di conservazione.
Di particolare interesse la scala interna in stile vanvitelliano, il dipinto dello stemma nobiliare sotto la volta dell’androne, i balconi e le finestre della facciata elegantemente decorati.

 

Palazzo San Carlo
(Piazza Bernardo D’Arezzo)

Costruito nel Quattrocento ed ampliato nel 1822, sede del Municipio, in passato fu un convento degli Scolopi (padri delle scuole pie), successivamente divenne sede del Giudicato Regio e carcere.
Di particolare interesse l’imponente facciata e la scala interna in stile vanvitelliano.

 

Palazzo Gatto
(Piazza Corpo di Cristo)

Sede del Municipio di Nuceria Paganorum come testimoniato dall’iscrizione sulla chiave di volta del portale.
La costruzione presenta una facciata semplice ed austera.
Di particolare interesse è l’edicola votiva dedicata alla Madonna del Carmelo.

 

Palazzo Tortora
(Corso Ettore Padovano)

Edificio ad un solo piano, presenta un interessante dipinto sotto la volta dell’androne che rappresenta una tortora su tre colli, stemma nobiliare della famiglia originariamente proprietaria della costruzione.

 

Palazzo Tortora degli Scipioni
(Via Perone)

Costruito nella seconda metà del Seicento dal conte Carlo Pignataro.
Di particolare interesse è l’elegante scala posta all’interno della struttura.

 

Casa di Tommaso Maria Fusco
(Via Malet)

Tommaso Maria Fusco (Pagani 01/12/1831 - 24/02/1891) sacerdote, proclamato Beato da Giovanni Paolo II nel 2001, fondatore delle “Figlie della Carità e del Preziosissimo Sangue”.
Di particolare interesse il cenacolo, la cappella dell’adorazione e la statua del Beato.

 

Torre di Cortimpiano
(Via Malet)

Torre medioevale fortificata, sorta in uno dei più antichi insediamenti abitativi posizionato nella zona allora denominata “Curtis in plano” da cui poi Cortimpiano.
Fu sede dei sovrani angioini ed aragonesi.

 

Statua e colonna marmorea romana
(Via Matteotti)

Resti risalenti al I sec. attribuibili ad un tempio dedicato alla Dea Lamia o ad altra divinità greco-romana, testimoniano la presenza in zona di un nucleo abitativo già durante l’età imperiale.

 

Cappelluccia Taurano
(Via Taurano)

Fonti storiche non accertate indicano questa piccola cappella come luogo di culto dei Taurani, antica popolazione greco-africana stanziatasi in zona nel I millennio a.c.
Successivamente fu utilizzata come luogo di culto cristiano.

 

Tammorra in ferro battuto
(Via Carlo Tramontano)

Opera di Franco Baccaro, rappresenta uno dei simboli delle tradizioni e del folklore paganesi.

 

 

a cura di Mattia Francavilla